Quando il demonio disse la verità: lo scioccante esorcismo di San Vincenzo Pallotti

Quando il demonio disse la verità: lo scioccante esorcismo di San Vincenzo Pallotti

Oggi è la festa di San Vincenzo Pallotti (1795-1850), purtroppo poco conosciuto ai più.

Eppure la sua vita e le sue opere sono davvero tutte da scoprire.

Tra le tante cose che potremmo dire, ci piace qui soffermarci sul suo ministero di esorcista.

C’è un episodio in particolare che ha attirato la nostra attenzione e che riteniamo più attuale che mai.

Si tratta dell’esorcismo praticato su un buon sacerdote nella chiesa di San Giorgio al Velabro, a Roma, tra il 15 e il 18 agosto 1828.

Il demonio si era impossessato di quel sacerdote per impedirgli di fare il bene, visto che si era impegnato per tredici anni, con grandi frutti di conversione, nelle missioni popolari.

Ma il fatto davvero interessante è che in quell’esorcismo il demonio mise in evidenza gli abusi della gerarchia, dei religiosi e del popolo.

Scrive Francesco Amoroso nella sua biografia di San Vincenzo Pallotti:

«Gli esorcisti – erano tre – si resero conto che l’inconsueta rivelazione non era dovuta a malignità diabolica, ma a un preciso disegno di Dio, che si serviva del demonio perché i suoi ministri prendessero coscienza dei mali, ai quali dovevano porre rimedio, e con urgenza. Don Vincenzo stese una relazione di questo esorcismo, per sottoporla al papa, ed è chiaro che tutto quanto egli sentì, si scolpì profondamente nella sua mente e guidò le scelte di tutto il suo apostolato con quella tipica universalità, zelo e ineccepibile santità, che dovevano essere le note caratteristiche della Società che stava fondando.

Il demonio diede a quei giorni il titolo di “tempo di vendemmia”, perché i preti non facevano il loro dovere, e i vescovi ordinavano dei birbanti; pochi i religiosi osservanti; molti facevano i signori, mancava la vita comune perfetta; fra i preti solo il dieci per cento faceva il proprio dovere; tra i secolari si rubava a mal salva; poca fede, facili sacrilegi, a Pasqua si burlava il confessore».

Bada bene, stiamo parlando della Roma papalina della prima metà del XIX secolo, non dei nostri tempi… Cosa dovrebbe dirsi oggi? Il solo pensarci fa rabbrividire!

Ecco perché dobbiamo fare nostro quello che San Vincenzo Paollotti raccomandava ai sacerdoti: «Facciamo per il bene delle anime almeno quanto il demonio fa per farle perdere. Mettiamo nel fare il bene l’impegno che Satana mette nel fare il male. Dobbiamo seminare tanto grano, almeno quanta è la zizzania che semina il demonio».

 

Attribuzione Immagine: Corpo di San Vincenzo Pallotti nella chiesa romana di San Salvatore in Onda, Theoliane - Opera propria, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons
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