L’“ultimo sigillo” di Cristo su san Francesco
Ci sono segni che valgono più di molte parole.
San Francesco ne portò cinque sul proprio corpo.
Nel settembre del 1224 si trovava sul monte della Verna, immerso nella preghiera e nel desiderio di conformarsi sempre più a Cristo.
Fu allora che ebbe la visione di un serafino con l’immagine del Crocifisso.
E sul suo corpo apparvero le piaghe della Passione: nelle mani, nei piedi e nel costato.
Le stimmate, la cui impressione è oggi festeggiata dall’Ordine Francescano.
Non erano soltanto ferite. Erano il segno visibile di una vita ormai interamente consegnata a Gesù.
Dante, nel Paradiso, descrisse quel momento con parole straordinarie:
«nel crudo sasso intra Tevero e Arno
da Cristo prese l’ultimo sigillo,
che le sue membra due anni portarno».
Due anni.
Proprio quelli che separavano Francesco dalla sua morte, avvenuta nel 1226.
Ecco perché la festa delle Stimmate assume quest’anno un significato ancora più profondo.
Sono trascorsi 800 anni dalla morte di san Francesco.
Otto secoli dopo, il mondo è ancora pieno di ferite.
Guerre. Odio. Famiglie in difficoltà. Fede che si spegne. Anime che cercano Dio senza sapere più dove trovarLo.
Ma san Francesco ci ricorda che la risposta del cristiano non è fuggire dalla Croce. È stringersi ancora di più a Cristo.
È anche ciò che, nel nostro piccolo, cerchiamo di fare ogni giorno con Luci sull’Est: difendere la fede, diffondere la devozione, portare una parola cristiana là dove il mondo vorrebbe cancellarla.
E per continuare abbiamo bisogno anche di te.
Ogni offerta, anche piccola, ci permette di raggiungere nuove persone e sostenere concretamente le nostre attività di apostolato.
In questo VIII centenario, puoi trasformare la tua devozione a san Francesco in un gesto concreto.
Che san Francesco, segnato nel corpo dall’amore per Cristo Crocifisso, interceda per te e per le persone che porti nel cuore.