Il fuoco di Sant’Elia può ancora scuotere il nostro tempo
«Sono pieno di zelo per il Signore, Dio degli eserciti».
Queste parole racchiudono tutta la vita di Sant’Elia, il grande profeta che la Chiesa ricorda oggi, 20 luglio.
Il suo stesso nome è una professione di fede: “Il Signore è Dio”.
Elia visse in un’epoca di grave decadenza religiosa. Il popolo d’Israele non aveva rinnegato apertamente Dio, ma aveva cominciato a servirLo insieme agli idoli.
È il compromesso più pericoloso.
Per questo, sul Monte Carmelo, Elia pose una domanda che attraversa i secoli: «Fino a quando zoppicherete dai due lati?»
Non si può appartenere al Signore e, nello stesso tempo, inchinarsi davanti agli idoli del mondo.
Elia rimase quasi solo. Eppure, non tacque. Pregò, sfidò i falsi profeti e invocò dal Cielo quel fuoco che ricondusse il popolo alla verità.
Ma lo zelo di Elia non era semplice impeto.
Nasceva dalla contemplazione, dal silenzio e dall’ascolto di quella voce divina percepita sull’Oreb nel mormorio di una brezza leggera.
In lui, preghiera e battaglia spirituale erano inseparabili.
Per questo gli eremiti stabilitisi sul Monte Carmelo nel Medioevo lo riconobbero come loro padre e fondatore spirituale. Da quella sorgente sarebbe nata la grande famiglia carmelitana, che ha donato alla Chiesa santi come Teresa d’Avila, Giovanni della Croce e Teresa di Gesù Bambino.
Oggi gli idoli hanno nomi diversi.
Indifferenza. Materialismo. Confusione morale. Paura di professare apertamente la fede.
Ma la domanda di Elia resta la stessa.
Luci sull’Est lavora ogni giorno affinché la voce di Dio non venga soffocata: facendo conoscere i santi, diffondendo la devozione cattolica e portando una luce cristiana nelle famiglie.
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Nel giorno della sua festa, Sant’Elia ci ottenga una fede senza compromessi, una preghiera perseverante e il coraggio di servire Dio anche quando il mondo prende un’altra strada.